Every Day
Sardinia
Landscape


Home » » Aquila chrysaetos

Aquila chrysaetos


via http://ift.tt/1SUxv2J

SARDEGNA SHOP:
Libri | Musica | Artigianato sardo | Gioielli sardi | Fotografia in Sardegna

ph Carlo Marras Photographer 
Canon EOS 400d Canon EF-S 300mm f/2.8 L L'aquila reale riveste un ruolo molto importante nella storia della simbologia europea. Per i greci era un simbolo di Zeus, colei che ne rispecchiava i valori fondamentali. Il fatto che simboleggiasse il padre degli dei fece sì che i romani la scegliessero come emblema fin dai tempi della repubblica. Con la divisione dell'Impero in due parti decretata dall'imperatore romano Teodosio per i suoi figli, Arcadio che ebbe l'Oriente e Onorio l'Occidente, l'aquila romana da quel momento fu raffigurata unico corpo(impero romano) a due teste(oriente e occidente) , come anche ora si può vedere in stemmi che si rifanno all'impero romano. L'aquila verrà poi spesso ripresa da tutte le nazioni che vorranno emulare l'immagine di Roma e questo comportò quindi che essa venisse utilizzata da Carlo Magno, Napoleone, gli stati dell'Europa dell'est, Hitler, Mussolini e infine dagli USA. La valorizzazione dell'aquila venne portata avanti in seguito dalla Chiesa cattolica, che prese a sua volta spunto dal fatto che essa è simbolo di spiritualità (l'aquila è simbolo dell'evangelista Giovanni il più spirituale dei quattro). Dante la riporta nel sesto canto del paradiso e ne innalza i valori. La sua strumentalizzazione nel corso della storia l'ha portata paradossalmente ad essere vista da alcuni come un'immagine negativa, in quanto utilizzata come simbolo dagli stati totalitari che devastarono l'Europa nel '900. Oggi, tuttavia, è usata comunque in molte aziende, società e paesi come simbolo di fierezza, nobiltà, divinità e orgoglio (oltre ad essere usata dagli allevatori per cacciar le volpi quando si avvicinano ai pollai). È inoltre simbolo dell'Arma Aeronautica Militare Italiana e di molti altri paesi. Ultimo tra gli stati in cui l'aquila compare nella bandiera nazionale è il Kazakistan, mentre l'Albania è detta appunto "Paese delle Aquile" e ne ha una stilizzata sulla bandiera. Ha una lunghezza di 74 - 87 cm; la coda misura dai 26 ai 33 cm, con un'apertura alare di 203-220 cm. Il suo peso varia dai 2,9 kg, ai 6,6 kg; la femmina è del 20% circa più grande del maschio. Le sue parti superiori sono di color bruno castano, con penne e piume copritrici più pallide, le parti inferiori sono di color castano scuro, la testa invece è di color castano dorato. A questa caratteristica si riferisce il secondo nome "chrysaetos",che in greco vuol dire "aquila d'oro". Il colorito varia a seconda dell'età e l'abito adulto viene completato a 5 anni di vita. Il giovane appena involato possiede un piumaggio bruno nerastro con evidenti macchie bianche a semiluna al centro delle ali e coda bianca bordata di nero; la livrea dell'adulto è bruna con spalle e nuca dorate (da cui il nome inglese "Golden Eagle", Aquila dorata). Il pulcino è ricoperto da un fitto piumino biancastro. In volo ha ali sollevate e spinte leggermente in avanti. L'Aquila reale è uno dei più potenti uccelli rapaci del mondo; la robusta struttura le consente di attaccare con successo prede spesso più pesanti di lei e nonostante la mole imponente possiede un volo assai agile. Il piede ha le caratteristiche tipiche dei rapaci che si nutrono di mammiferi, con dita brevi e grandi artigli in grado di ferire le prede. Il forte becco le consente non solo di uccidere animali di taglia medio-piccola, ma anche di aprire carcasse di grandi animali già morti. Un tempo l'aquila reale viveva nelle zone temperate dell'Europa, nella parte nord dell'Asia, nel nord America, nord Africa e Giappone. In molte di queste regioni l'aquila è oggi presente solamente sui rilievi montuosi, ma nei secoli precedenti nidificava anche nelle pianure e nelle foreste. È assente in Islanda e Irlanda dove è in corso un tentativo di ripopolamento con 35 uccelli rilasciati dal 2001. In Italia è presente sulla dorsale appenninica e sull'arco alpino, in rilievi della Sardegna e della Sicilia. Il limite nord dell'areale dell'aquila sono le Isole Svalbard (81°N). Frequenta una vasta gamma di ambienti aperti o semi-alberati e la sua plasticità dal punto di vista delle esigenze ecologiche le ha consentito di colonizzare un ampio areale sia in Eurasia, sia in Nordamerica; in Italia è presente su tutte le più importanti catene montuose (Alpi, Appennino, monti sardi e siciliani). La Valle d'Aosta nello specifico offre all'Aquila reale vastissimi territori idonei; soltanto le aree più antropizzate ed i deserti nivali possono essere considerati inutilizzabili dalla specie, mentre le foreste, anche se troppo fitte per consentirle azioni di caccia, rappresentano fondamentali serbatoi di specie preda. Ogni vallata della regione ospita almeno una coppia nidificante ed in totale i territori stabilmente occupati sono almeno 35, con un massimo ipotizzabile di 40. La densità delle coppie (territori ampi in media meno di 80 km²) e la distanza media che separa i settori di nidificazione (inferiore a 7 km) sono definibili come ottimali a livello alpino ed attualmente non è ipotizzabile un ulteriore significativo incremento della specie. La regolazione della densità dei rapaci avviene infatti con meccanismi naturali complessi e molto efficienti, che riescono a stabilizzare le specie intorno ai livelli compatibili con le risorse localmente fruibili (siti di nidificazione, abbondanza delle prede, competizione con altri carnivori); un'utile indicazione a questo proposito è data dal successo della riproduzione, elevato nelle popolazioni al di sotto delle capacità ambientali potenziali e decisamente ridotto nelle popolazioni più floride: in Valle d'Aosta negli ultimi anni il numero medio di giovani allevati dalle coppie controllate è risultato in effetti molto basso, come già verificato in altri settori delle Alpi. Un territorio frequentato da una coppia di Aquile reali è solitamente composto da un sito di nidificazione con pareti rocciose ospitanti i nidi e da una serie di territori di caccia poco o per nulla boscati, localizzati di norma in posizione periferica rispetto al settore con i nidi. Questi ultimi sono collocati al di sotto dei territori di caccia estivi per agevolare il trasporto di pesanti prede ai giovani; i nidi non vanno quindi cercati in prossimità delle vette, ove spesso li vorrebbe la tradizione popolare, ma soprattutto intorno ai 1700-2200 m. Altitudini record di 2500-2700 m, segnalate per il passato in Valle d'Aosta, sono probabilmente conseguenti a ripetute persecuzioni ai danni di nidi situati in località più accessibili. L'aquila ha a disposizione due modi per cacciare: all'agguato e in volo, solitamente cerca di sorprendere le prede. Di solito cacciano in due: un'aquila vola bassa per mettere paura alla preda e l'altra dall'alto cerca di catturarla. Durante il giorno l'aquila sta molto tranquilla, tranne nella parte centrale della giornata. Molte aquile hanno una tendenza a spostarsi verso le zone più calde. Tra i mammiferi preferisce i roditori, lepri, marmotte, conigli selvatici e scoiattoli. Invece tra gli uccelli, si nutre soprattutto di galliformi e anche di carogne in inverno. Tra i rettili preda serpenti, tartarughe (che cattura e sfracella sulle rocce) e talvolta, se non trova di più, ramarri e altri sauri. Spesso i due partner cacciano insieme e giocano con la preda. I giovani devono consumare molto cibo, ma spesso solo un piccolo, il primo nato, sopravvive poiché si accaparra tutto il cibo. L'aquila può sollevare 18 kg di preda, quasi tre volte il suo peso massimo (volpe, giovani ungulati) ed integra regolarmente la sua dieta con resti di animali rinvenuti morti (soprattutto ungulati vittime dei rigori invernali). Fedeli per la vita, il maschio e la femmina di Aquila reale, una volta formata la coppia e conquistato un territorio, rimangono stanziali per molti anni costruendo nei dintorni, sulle pareti a picco dei dirupi o, più raramente, fra i rami degli alberi più alti, anche una decina di nidi scegliendo, di anno in anno, quello che sembra il più adatto. Sempre, però, i nidi sono costruiti più in basso rispetto all'altitudine di caccia, per evitare faticose risalite con la preda tra gli artigli. Il controllo del territorio, che varia da 40 a 180 km quadrati, viene effettuato equamente tra maschio e femmina e, il più delle volte, si limita a manifestazioni aeree (voli a festoni, volteggi) lungo il confine del territorio stesso per segnalare alle altre aquile quali siano gli effettivi confini. Affascinante, invece, il volo del rituale di accoppiamento che avviene in marzo: la cosiddetta danza del cielo, che prosegue per vari giorni, vede impegnati entrambi gli individui in spettacolari evoluzioni che spesso la femmina compie in volo rovesciato mentre il maschio sembra piombarle sopra, o con scambi di preda in volo o giri della morte. All'accoppiamento, che avviene sempre a terra, segue la deposizione delle uova (gennaio nelle zone più calde e maggio in quelle più fredde) solitamente due a distanza di 2 - 5 giorni l'una dall'altra. In questo periodo il maschio è poco presente, per ricomparire immediatamente alla schiusa (dopo 43 - 45 giorni di cova) per portare cibo sia alla madre che ai due piccoli dei quali, solitamente, solo uno sopravvive. Dopo due mesi i pulcini diventano aquilotti ed iniziano ad esercitarsi nel volo sul bordo del nido. Spiccano il primo volo a 75 giorni e dopo 160 - 170 dalla nascita diventano indipendenti: in questo periodo vengono portati dai genitori fuori dai confini del territorio natale e diventano nomadi fino a quanto, verso i 3 - 6 anni, ormai in grado di procreare, costituiranno un nuovo nucleo famigliare. L'aquila è in diminuzione in molte aree a causa di persecuzione; dov'è protetta è in aumento. È specie protetta ai sensi della legge 157/92. È presente in maggior parte, nelle Alpi (200 coppie di nidificati), negli Appennini (50 coppie), in Sicilia (10 coppie) e Sardegna (30 coppie). La popolazione è in lento aumento in Italia, Bulgaria, Turchia, Africa settentrionale, Penisola arabica, Cina, Ucraina e Scozia. La popolazione statunitense, canadese, giapponese, greca e scandinava ha registrato un maggiore incremento. In decremento sono le aquile di Spagna e Corea, mentre in Uzbekistan sembra prossima alla scomparsa. I principali fattori che colpiscono questa specie sono: il disboscamento, il bracconaggio e la cattura dei nidiacei. The Golden Eagle (Aquila chrysaetos) The Golden Eagle (Aquila chrysaetos) is one of the best known birds of prey in the Northern Hemisphere. Like all eagles, it belongs to the family Accipitridae. Once widespread across the Holarctic, it has disappeared from many of the more heavily populated areas. Despite being locally[specify] extinct or uncommon, the species is still fairly ubiquitous, being present in Eurasia, North America and parts of Africa. The highest density of nesting Golden Eagles in the world lies in southern Alameda County, California. These birds are dark brown, with lighter golden-brown plumage on their heads and necks. Their wingspan averages over 2 m (7 ft) and their length 1 m (3 ft). Golden Eagles use their speed and sharp talons to snatch up rabbits, marmots, and ground squirrels. They also eat carrion, reptiles, birds, fish, and smaller fare such as large insects. They have even been known to attack fully grown deer. Golden Eagle pairs maintain territories that may be as large as 155 square kilometres (60 square miles). They are monogamous and may remain together for several years or possibly for life. Golden Eagles nest in high places including cliffs, trees, or human structures such as telephone poles. They build huge nests to which they may return for several breeding years. Females lay from one to four eggs, and both parents incubate them for 40 to 45 days. Typically, one or two young survive to fledge in about three months. Adult Golden Eagles range considerably in size, though some are among the largest eagles of the genus Aquila. Most subspecies of Golden Eagle vary in the range from 65 to 100 cm (26–40 in) in length, wingspan can range from 150 to 240 cm (60–96 in), and weight is from 2.5 to 7 kg (5.5–15.5 lb). The smallest-bodied subspecies is A. c. japonica while A. c. daphanea is the largest on average. However, wild specimens from Northwestern North America (A. c. canadensis) can exceed normal dimensions, as the largest recorded weighed 9 kg (20 lbs) and had a body length of 102 cm (40.1 in). As with many Accipitriformes, females are considerably larger than males; in the case of the Golden Eagle they weigh one-quarter to one-third more than male birds. The plumage colour ranges from black-brown to dark brown, with a striking golden-buff crown and nape, which give the bird its name. The upper wings also have an irregular lighter area. Immature birds resemble adults, but have a duller more mottled appearance. Also they have a white-banded tail and a white patch at the carpal joint, that gradually disappear with every moult until full adult plumage is reached in the fifth year. Contour feathers may be moulted in a short time span. Golden eagle predominant prey is leporids (hares and rabbits) and sciurids (ground squirrels, prairie dogs and marmots), the two groups normally comprising 50% to 94% of the diet of nesting eagles. Additional mammals regularly taken include mice, martens, foxes, young deer and mountain goats. The secondary important prey group for eagles are other birds. Various gallinaceous birds (largely phasianids, ptarmigans and grouse) are the most significant avian prey. However, virtually any bird, from a jay to a swan, is potential prey. During winter months when prey is scarce, Golden Eagles scavenge on carrion to supplement their diet. Sometimes when no carrion is available golden eagles will hunt down large prey, such as goat-antelopes and caribou. There is one confirmed report of a Golden Eagle snatching the cub of a Brown Bear, and several other unverified attacks. Golden eagles are avian apex predators, meaning a healthy adult is not preyed upon. There are records of golden eagles killing and eating large raptors such as Eurasian Eagle Owls, Gyrfalcons, Northern Goshawks and Buteo hawks, whether adults, nestlings or eggs. Falcons, jaegers and Buteos like Rough-legged Hawks, which are normally competitors, have worked together to group-mob Golden Eagles that have passed their adjacent nesting areas. In one instance, a golden eagle flying in towards a peregrine falcon nest was struck and killed by a swooping parent falcon. More commonly, Golden Eagles kleptoparasitize, or steal prey, from other raptors. Despite being often smaller in size, they are capable of displacing large vultures, of both unrelated families, from carrion. However, the Bald Eagle and White-tailed Eagle can displace Golden Eagles in competition over food and vice versa. Golden Eagles have very good eyesight and can spot prey from a long distance. The Golden Eagle has a resolution power eight times more powerful than a human.[citation needed] The talons are used for killing and carrying the prey, the beak is used only for eating. They often have a division of labour while hunting, one bird driving the prey towards its waiting partner. On the other hand, the size difference between males and females allows more unpaired birds to live off the land, which is helpful to maintain a sufficiently large population for this large and slowly-maturing bird. Golden Eagles usually mate for life. They build several eyries within their territory and use them alternately for several years. These nests consist of heavy tree branches, upholstered with grass when in use. Old eyries may be 2 metres (6.6 ft) in diameter and 1 metre (3.3 ft) in height, as the eagles repair their nests whenever necessary and enlarge them during each use. If the eyrie is situated on a tree, supporting tree branches may break because of the weight of the nest. Certain other animals – birds and mammals too small to be of interest to the huge raptor – often use the nest as shelter. Their predators are just the right size for Golden eagle prey, and therefore avoid active eyries. The female lays one to four (usually two) eggs between January and September (depending on the locality). The eggs vary from all white to white with cinnamon or brown spots and blotches. They start incubation immediately after the first egg is laid, and after 40 to 45 days the young hatch. They are covered in fluffy white down and are fed for fifty days before they are able to make their first flight attempts and eat on their own. In most cases only the older chick survives, while the younger one dies without leaving the eyrie. This is due to the older chick having a few days' advantage in growth and consequently winning most squabbles for food. This strategy is useful for the species because it makes the parents' workload manageable even when food is scarce, while providing a reserve chick in case the first-born dies soon after hatching. Golden eagles invest much time and effort in bringing up their young; once able to hunt on their own, most golden eagles survive many years, but mortality even among first-born nestlings is much higher, in particular in the first weeks after hatching. As with many raptors, golden eagles congregate once a year. In Eurasia and North America, this congregation usually occurs in the Autumn (while congregations of bald eagles is a late-winter / early-spring phenomenon). The largest known congregation, in number of birds present, of the golden eagle is in the state of Montana in October. The congregation site is the east slope of the Bridger Mountains and adjacent Bridger Canyon. The mountain range is on the edge of the Rocky Mountain chain, where it borders parts of the Great Plains and several island ranges. Golden eagles from all over North America congregate here before migrating for the winter. At one time, the Golden Eagle lived in temperate Europe, North Asia, North America, North Africa and Japan. In most areas this bird is now a mountain-dweller, but in former centuries it also bred in the plains and the forests. In recent years it has started to breed in lowland areas again e.g. in Sweden and Denmark. There was a great decline in Central Europe where they are now essentially restricted to the Apennine, Alps and Carpathian Mountains. In Britain, the last comprehensive survey of Golden Eagles took place in 2003, and found 442 occupied territories. A less thorough survey in 2007 showed that in addition to large numbers of territories in the Scottish Highlands and the Inner and Outer Hebrides, there were a handful of birds in southern Scotland and northern England. Between 1969 and 2003 they nested in the Lake District, Cumbria. In Ireland, where it had been extinct due to hunting since 1912, efforts are being made to re-introduce the species. Forty-six birds were released into the wild in Glenveagh National Park, County Donegal, from 2001 to 2006, with at least three known female fatalities since then. It is intended to release a total of sixty birds, to ensure a viable population. In April 2007, a pair of Golden Eagles produced the first chick to be hatched in the Republic of Ireland in nearly a century. The previous attempt to help the birds breed at the Glenveagh National Park had failed. In North America the situation is not as dramatic, but there has still been a noticeable decline. The main threat is habitat destruction which by the late 19th century already had driven Golden Eagles from some regions they used to inhabit. In the 20th century, organochloride and heavy metal poisonings were also commonplace, but these have declined thanks to tighter regulations on pollution. Within the United States, the Golden Eagle is legally protected by the Bald and Golden Eagle Protection Act. Available habitat and food are the main limiting factor nowadays. Collisions with power lines have become an increasingly significant cause of mortality since the early 20th century. On a global scale, the Golden Eagle is not considered threatened by the IUCN mainly thanks to the large Asian and American populations. The Golden Eagle is the national bird of five nations, Albania, Germany and Austria in continuation of the Holy Roman Empire, and Mexico and Kazakhstan, the most of any species. The eagle is very much connected to the Saladin Golden Eagle, currently used as the coat of arms of Egypt, Iraq, and Palestine, it was also previously used by Libya, and Yemen. The Golden Eagle was model for the aquila, the standard of the Roman legions. It is featured in the national coats of arms of Germany, Albania, Austria, Egypt, Mexico, Romania and many other countries. from Wikipedia
SHARE